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Cosa sapere della Manutenzione straordinaria

L’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380 del 2001) definisce manutenzione straordinariale opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso”.

La norma, modificata da qualche mese, del Decreto legge n. 133 del 2014 ha ampliato la casistica dei lavori che rientrano nella manutenzione straordinaria, infatti ora rientrano:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
  • costruzione di scale interne
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
  • sostituzione di solai di copertura con altri aventi materiali e strutture differenti, senza modifica delle quote di colmo o gronda.

Condizione, però, che tutti questi interventi non devono alterare la volumetria complessiva degli edifici e non devono comportare modifiche delle destinazioni d’uso, quindi da civile abitazione si passi a ufficio o viceversa. progettare

Nei lavori di manutenzione straordinaria rientrano anche lavori consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, purché non venga modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

A livello burocratico si sono semplificati gli adempimenti richiesti per realizzare il frazionamento o accorpamento come la trasmissione, anche telematicamente, della Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), accompagnata da una dichiarazione di abilitazione del tecnico. In conclusione, all’ufficio tecnico comunale, si devono presentare:

  • elaborato progettuale della modifica del loco;
  • il CIL sottoscritta dal tecnico il quale, sotto la propria responsabilità, dichiara che i lavori sono coerenti con le regole e i piani approvati, che sono compatibili con la normativa in materia sismica, anche sul rendimento energetico nell’edilizia e che i lavori non interessano le parti strutturali dell’edificio stesso;
  • dati dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori, che dovranno essere presenti del CIL.

A fine lavori si invia al comune la comunicazione di fine lavori. Questa comunicazione è valida ai fini dell’aggiornamento delle variazioni catastali  e obbliga l’amministrazione comunale a inoltrare tempestivamente e direttamente la documentazione ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate.

Operam Srl fornisce un servizio che comprende sia l’esecuzione dei lavori e, quando necessario, anche i servizi relativi all’individuazione delle esigenze del cliente, come la progettazione, l’assistenza e l’espletamento delle pratiche per ottenere le autorizzazioni per eseguire l’intervento della manutenzione straordinaria e la gestione dell’opera stessa.

 

 


Ho letto e accetto l’informativa sulla privacy

La manutenzione straordinaria, come quella ordinaria su parti comuni di edifici residenziali, usufruisce della proroga della detrazione fiscale al 50% fino al 31 dicembre 2017 per restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.

I lavori di manutenzione straordinaria, a differenza di quelli ordinaria, permettono di godere della detrazione fiscale al 50% sia che vengano realizzati su parti comuni di edifici residenziali, sia su singole unità immobiliari; unica pecca è che ha come limite massimo di spesa, ammesso per singola unità immobiliare, di 96mila euro e la detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Per poter avvalersi della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal proprietario, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Come per la manutenzione ordinaria, per poter usufruire della detrazione, tutte le spese devono essere pagate con bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva della ditta che esegue i lavori.

I lavori di manutenzione straordinaria permettono di godere, oltre la detrazione al 50% per la ristrutturazione edilizia, anche del bonus mobili, ovvero la detrazione fiscale al 45% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe A (A+ per i forni) destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. Anche in tal caso occorre pagare i mobili e gli elettrodomestici con bonifico bancario o postale o anche con carta di credito o di debito. La detrazione si ripartisce anch’essa in 10 quote annuali di pari importo e ha come limite massimo di spesa 10mila euro ad immobile.

 Pubblicato il 27 ottobre 2017

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